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rapporto 2013/2014: alunni con cittadinanza non italiana PDF Stampa E-mail
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Scritto da Paola Trivella   
Giovedì 26 Febbraio 2015 14:43

fonte: la scuola di mafalda

 

l'indagine "Alunni con cittadinanza non italiana. Tra difficoltà e successi. Rapporto nazionale 2013/2014"

L'indagine "Alunni con cittadinanza non italiana. Tra difficoltà e successi. Rapporto nazionale 2013/2014" rientra nelle attività previste dal protocollo d’intesa fra Miur e Fondazione Ismu, oltre che nella più recente collaborazione nell’ambito dell’Osservatorio nazionale per l’integrazione degli alunni stranieri e per l’intercultura [leggi il ns post], istituito il 9 settembre 2014.
Dei contenuti dell'indagine, che ci consegna una fotografia sulla presenza degli alunni di nazionalità non italiana nella nostra scuola, alla data odierna è disponibile una sintesi [clicca qui]. Il rapporto completo è in corso di pubblicazione.
I dati confermano un ampio incremento nelle iscrizioni degli alunni stranieri che, nel periodo 2001/02-2013/14, si sono quadruplicate: si è passati dai 196.414 alunni dell’a.s. 2001/02 (2,2% della popolazione scolastica complessiva) agli 802.844 dell’a.s. 2013/2014 (9% del totale) (cfr. tabella 1.1 a pag. 3). Dal 2008/09 ad oggi, tuttavia, si è registrato un progressivo rallentamento nell’incremento.
Nell’a.s. 2013/14 gli alunni con cittadinanza romena rappresentano ancora il gruppo più numeroso nelle scuole italiane (154.621), seguiti dai giovani di origine albanese (107.847) e marocchina (101.176). A distanza troviamo il gruppo degli alunni di origine cinese (39.211) e filippina (24.839).
La Lombardia si conferma come la prima regione per maggior numero di alunni con cittadinanza non italiana (197.202) ma anche per il numero più alto di alunni in generale (1.409.671): è seguita da Emilia Romagna (93.434 stranieri), Veneto (92.924), Lazio (77.071) e Piemonte (75.276).
Gli studenti con cittadinanza non italiana, ma nati nel nostro paese, sono nell’a.s. 2013/14 415.283, corrispondenti al 51,7% degli alunni stranieri. Tra il 2007/08 e il 2013/14 si evidenzia una crescita esponenziale di nati in Italia nelle scuole secondarie in cui questi alunni si sono quasi triplicati (secondarie di primo grado) o più che triplicati (secondarie di secondo grado), raddoppiati nelle scuole primarie o quasi nelle scuole dell’infanzia.
Dall’a.s. 2007/08 al 2013/14 gli alunni stranieri entrati per la prima volta nei diversi anni scolastici (neoentrati) si sono ridotti da 46.154 a 30.825 (4,9% degli stranieri), dimezzando il proprio peso rispetto alla componente straniera in sette anni scolastici. Tuttavia, tra il 2012/13 e il 2013/14 questo gruppo è tornato a crescere (+7.989 soggetti). Il recente aumento dei neoentrati nel sistema scolastico può essere collegato anche all’incremento significativo di minori stranieri non accompagnati (Msna) che ha interessato il nostro paese nel 2014.
Il rapporto fornisce infomazioni sulle “scuole con elevate percentuali” di alunni stranieri, ovvero, secondo la definizione fornita, quelle con tassi di incidenza di alunni stranieri pari del 50% e oltre (cfr. tabella 2.1 a pag. 6). Su 56.994 sono 510, ovvero lo 0,9%.
Per quanto riguarda il percorso scolastico degli alunni con cittadinanza non italiana dalle scuole primarie all’università i dati mostrano dei miglioramenti, con un decremento degli alunni in ritardo in tutte le fasce d’età, sia italiani sia stranieri. Per gli alunni stranieri, questo miglioramento è in gran parte spiegato dal consistente aumento degli alunni con cittadinanza non italiana nati in Italia, per i quali scompare l’effetto del ritardo in ingresso. Nonostante questo trend, le percentuali di alunni con cittadinanza non italiana in ritardo nei vari ordini di scuola segnano ancora una disuguaglianza strutturale delle carriere rispetto agli italiani.
Un’altra causa di irregolarità dei percorsi scolastici è la non ammissione all’anno successivo. I tassi di ripetenza degli alunni con cittadinanza non italiana nell’a.s. 2013/14 confermano il forte divario tra italiani e stranieri in tutti gli ordini scolastici e in particolare nei primi anni di corso.
Nell’a.s. 2013/14 i dati confermano il forte orientamento tecnico-professionale delle scelte degli alunni con cittadinanza non italiana rispetto agli italiani, che prediligono invece sempre i licei (cfr. tabella 3.1 a pag. 9)
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